Fostering Sustainability in Small and Medium‑Sized Enterprises
Il White Paper 2026 di Generali per SME EnterPRIZE su sostenibilità, competitività e resilienza climatica
Il White Paper di Generali per SME EnterPRIZE, sviluppato in collaborazione con SDA Bocconi Sustainability Lab, raggiunge un traguardo significativo con la sua quinta edizione, affermandosi come un punto di riferimento centrale sulla sostenibilità delle piccole e medie imprese (PMI) europee.
Dopo cinque anni di ricerca, il White Paper offre una delle più solide basi di evidenze a livello europeo su come le pratiche di sostenibilità stiano evolvendo nel tempo, su quali ostacoli continuino a rallentare i progressi e su dove un supporto mirato possa fare realmente la differenza.
Basata sull’indagine 2026 condotta su 1.100 PMI in Europa, questa edizione celebrativa conferma che l’impegno delle PMI verso la sostenibilità si è dimostrato duraturo anche in un contesto economico e regolatorio volatile. Allo stesso tempo, mette in luce un chiaro punto di svolta: la resilienza climatica sta emergendo come fattore determinante per la competitività, la continuità operativa e la creazione di valore nel lungo periodo.
Cinque anni di evidenze dimostrano che la sostenibilità è destinata a restare - ma ulteriori progressi non saranno automatici.
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Libro Bianco - 5° edizione 7 MBDownload Infografica 2 MBDownload
Principali evidenze dal White Paper2026
1. L’evoluzione della sostenibilità tra le PMI europee
Come le PMI affrontano la sostenibilità e come sono cambiati nel tempo i modelli di adozione
- L’adozione della sostenibilità rimane resiliente, ma stabile: il 41% delle PMI ha implementato o sta implementando una strategia di sostenibilità, in aumento rispetto al 34% del 2020 ma sostanzialmente senza variazioni dal 2022.
- Il panorama delle PMI resta strutturalmente segmentato, con un nucleo consolidato di imprese leader, un ampio gruppo di ritardatarie e una componente che resta indecisa.
- La dimensione aziendale continua a fare la differenza: le PMI più grandi risultano significativamente più coinvolte rispetto a quelle più piccole, mentre le differenze settoriali si sono in gran parte ridotte.
2. Le barriere alla transizione sostenibile
Come gli ostacoli istituzionali, finanziari e operativi influenzano le PMI
- Le barriere istituzionali rappresentano oggi il principale collo di bottiglia per l’adozione della sostenibilità.
- Complessità normativa, burocrazia e carenza di incentivi pubblici sono indicate dal 53–56% delle PMI, superando i vincoli finanziari e le limitazioni interne.
- Nel 2026 emerge una nuova sfida cruciale: quasi una PMI su due fatica a comprendere pienamente i vantaggi economici della sostenibilità.
3. I vantaggi della sostenibilità per le PMI
Benefici e vantaggi competitivi dell’adozione di un approccio strutturato alla sostenibilità
- Il business case della sostenibilità non è mai stato così solido.
- Le PMI impegnate nella sostenibilità registrano benefici crescenti in termini di vantaggio competitivo (68%), gestione del rischio (70%) ed efficienza e produttività operativa (71%).
- I benefici finanziari assumono un ruolo sempre più rilevante, con migliori condizioni assicurative (62%) e migliore accesso al credito (57%) sempre più legati alle performance di sostenibilità.
4. Consapevolezza e resilienza rispetto al rischio climatico
Come le PMI percepiscono i rischi climatici e rispondono attraverso adattamento e trasferimento del rischio
- La consapevolezza del rischio climatico è in aumento: il 55% delle PMI si considera oggi esposto a rischi legati al clima.
- Cresce l’adozione degli strumenti di protezione tradizionali: le assicurazioni contro eventi climatici estremi raggiungono il 41%, mentre la copertura per l’interruzione dell’attività arriva al 26%.
- Nonostante i progressi, persiste un ampio divario di protezione: il 59% delle PMI non è assicurato contro gli eventi estremi e il 74% è privo di copertura per l’interruzione dell’attività.
5. Di cosa hanno bisogno le PMI per accelerare la transizione sostenibile
Forte domanda di supporto finanziario e regolatorio, soprattutto tra le imprese in fase di transizione
- Le PMI indicano chiaramente come priorità incentivi fiscali, finanziamenti pubblici nazionali ed europei e regole più chiare e semplificate.
- La domanda di supporto è massima tra le PMI “in transizione” - quelle che stanno passando dall’impegno all’implementazione concreta - confermando che questa fase è quella in cui l’intervento può generare il maggiore impatto.
6. Una roadmap per le PMI europee
Come politiche pubbliche e settore finanziario possono accelerare una transizione giusta e sostenibile
- Il White Paper definisce raccomandazioni mirate rivolte a:
- Decisori pubblici: semplificazione normativa, incentivi calibrati sulle dimensioni aziendali e quadri regolatori più chiari.
- Istituzioni finanziarie: finanza legata alla sostenibilità, servizi di consulenza e soluzioni innovative di trasferimento del rischio. - La riduzione del divario di protezione assicurativa sul rischio climatico emerge come una priorità strategica per la resilienza economica europea.
Le novità dell’edizione 2026
- Una prospettiva di cinque anni (tra il 2020 e il 2026) che conferma la sostenibilità come elemento strutturale del tessuto delle PMI europee.
- La resilienza climatica al centro della competitività, collegando direttamente sostenibilità, continuità operativa e stabilità finanziaria.
- Indicazioni chiare e concrete per decisori pubblici e istituzioni finanziarie, per passare dalla consapevolezza all’implementazione su larga scala.
Perché è rilevante oggi
Le PMI europee sono la spina dorsale dell’economia, ma sono sempre più esposte a shock climatici, complessità regolatorie e incertezze legate al mercato.
Il White Paper dimostra che l’impegno verso la sostenibilità è solido, ma è la resilienza che sta diventando la nuova frontiera competitiva. SOstenere le PMI con regole più chiare, incentivi mirati e strumenti efficaci di protezione del rischio non è solo un imperativo di sostenibilità: è un investimento strategico nella stabilità economica, nell’occupazione e nella crescita di lungo periodo dell’Europa.
La quarta edizione del Libro Bianco “Fostering Sustainability in Small and Medium-Sized Enterprises”, realizzato da SDA Bocconi-School of Management Sustainability Lab e promosso dal progetto SME EnterPRIZE di Assicurazioni Generali, presenta un’analisi aggiornata della transizione sostenibile delle PMI europee. Basato su cinque anni di ricerche, il report offre nuove intuizioni su come le PMI europee stanno gestendo la loro transizione verso pratiche aziendali più sostenibili.
L’ultima edizione presenta un focus più ampio sulla resilienza climatica e la gestione del rischio, oltre a un ambito di analisi esteso a dieci paesi europei. Questa espansione segna l’inclusione, per la prima volta, della Slovenia, accanto ai paesi precedentemente considerati: Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Portogallo e Spagna.
Principali evidenze
L’approccio delle PMI europee alla sostenibilità e la sua recente evoluzione
- La ricerca rivela un consolidamento nell’adozione dell’ESG, con tassi di implementazione combinati che si mantengono stabili al 44% nonostante le crescenti sfide, con un progresso significativo rispetto al 34% del 2020. Questa resilienza è particolarmente degna di nota nel complesso contesto economico attuale.
- I dati mostrano anche una chiara differenziazione nei modelli di adozione, con la dimensione dell’azienda che emerge come determinante cruciale: le PMI più grandi dimostrano una forte leadership con tassi di adozione del 65%, mentre le piccole imprese mantengono una solida base al 36% – indicando un significativo potenziale di crescita attraverso supporto mirato.
Ostacoli in evoluzione: le barriere all’implementazione di strategie di sostenibilità nelle PMI
- Le PMI dimostrano impegno per la sostenibilità ma devono affrontare crescenti sfide nella sua implementazione; mancanza di incentivi pubblici (54%), lacune nel supporto istituzionale (53%) e limitato accesso a finanziamenti sostenibili (53%) emergono come aree chiave che richiedono attenzione.
- Queste barriere all’implementazione mostrano notevoli variazioni regionali, in particolare tra i paesi dell’Europa orientale e occidentale, suggerendo opportunità di condivisione delle conoscenze e interventi politici mirati basati su approcci di successo.
I vantaggi di un approccio sostenibile e lo sviluppo di una strategia ESG per le PMI
- La convenienza di una strategia ESG rimane chiara: i vantaggi ambientali sono i più citati (83%), seguiti da forti benefici sociali.
- Si segnala che i vantaggi finanziari mostrano i miglioramenti più significativi, in particolare nelle condizioni di credito e assicurazione, suggerendo un crescente riconoscimento delle performance ESG da parte del mercato.
Rischi legati al cambiamento climatico: livelli di consapevolezza e strategie di risposta tra le PMI europee
- La consapevolezza del rischio climatico varia notevolmente tra le PMI, con i leader della sostenibilità che mostrano un riconoscimento del rischio pari al 69% rispetto alla media del 50%.
- La volatilità dei prezzi emerge come la principale preoccupazione legata al clima (47%), mentre le aziende danno priorità a risposte operative come l’approvvigionamento locale (33%) e l’adozione di energie rinnovabili (27%) rispetto ad adattamenti strategici più complessi.
Ascoltare le PMI: il sostegno di cui hanno bisogno per una transizione giusta e sostenibile
- Il bisogno di supporto è cresciuto costantemente in tutte le categorie, con incentivi fiscali (78%) e finanziamenti pubblici (76%) indicati quali priorità principali.
- Questa sempre maggiore domanda di sostegno suggerisce un riconoscimento crescente della complessità della transizione sostenibile, che richiede azioni coordinate a livello politico, finanziario e di sviluppo di competenze.
Una roadmap per promuovere la transizione giusta e sostenibile delle PMI europee
I risultati permettono di formulare raccomandazioni mirate per i responsabili politici e le istituzioni finanziarie, enfatizzando la necessità di quadri regolatori semplificati, incentivi pubblici potenziati, strumenti finanziari su misura e supporto consulenziale proattivo per accelerare la transizione giusta e sostenibile delle PMI europee.
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Libro Bianco - 4° edizione 8 MBDownload Infografica 3 MBDownloadLa terza edizione del Libro Bianco “Fostering Sustainability in Small and Medium-Sized Enterprises” realizzato da SDA Bocconi-School of Management Sustainability Lab e promosso dal progetto SME EnterPRIZE di Assicurazioni Generali, presenta il panorama in evoluzione della sostenibilità tra le PMI europee, evidenziando le tendenze, valutando barriere e benefici, e fornendo raccomandazioni per contribuire al progresso delle pratiche e delle politiche sostenibili in Europa.
In quest’ultima edizione, come anticipato dai primi risultati dell’indagine pubblicati in occasione della Giornata delle micro, piccole e medie Imprese delle Nazioni Unite, l’ambito di analisi è stato esteso a nove Paesi europei. Questa espansione segna l’inclusione per la prima volta del Portogallo e della Croazia, accanto ai Paesi precedentemente considerati: Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Italia e Spagna.
Principali evidenze
L’approccio delle PMI europee alla sostenibilità e la sua evoluzione negli ultimi anni
- La nostra analisi sottolinea la resilienza delle PMI europee in tempi difficili, ma conferma anche una notevole polarizzazione nel loro approccio verso la transizione sostenibile.
- Nel campione considerato, il 44% delle PMI dichiara di avere già adottato (e in questo caso sono definite “Eroi”), o di essere in procinto di farlo, un approccio alla sostenibilità più formalizzato – con un aumento del 3% rispetto all’indagine del 2022 e del 10% rispetto a un’analoga indagine condotta a livello dell’Unione dalla Commissione europea nel 2020.
- Tuttavia, il numero di PMI che non mostrano interesse per alcuna strategia ESG (definite “Ritardatarie”) è quasi raddoppiato rispetto al rapporto del 2020, raggiungendo il 37%, con un’interessante riduzione del 6% nel 2023 rispetto all’anno precedente.
Ostacoli esistenti ed emergenti che impediscono alle PMI di adottare strategie di sostenibilità
- Gli ostacoli all’adozione di un approccio formale alla sostenibilità rimangono sostanziali e si sono intensificati nel corso dell’ultimo anno.
- Le PMI più piccole percepiscono questi ostacoli in modo più acuto, e le sfide istituzionali, come l’eccesso di regolamenti e la burocrazia, sono predominanti.
- Le ambizioni di sostenibilità delle PMI europee sono state influenzate anche dall’aumento dei prezzi dell’energia, dall’inflazione e dal conflitto in Ucraina, fattori che hanno inciso maggiormente sulle aziende definite “Indecise” e sui “Ritardatari”.
I vantaggi dell’adozione di un solido approccio sostenibile
- La convenienza di una strategia ESG è più chiara che mai: le PMI che hanno adottato un approccio più formalizzato alla sostenibilità raccolgono benefici in tutti i settori, con una maggiore resilienza, competitività e reputazione.
- La nostra indagine mostra che il numero di PMI che dichiarano benefici “molto positivi” e “positivi” è aumentato rispetto all’anno scorso, anche in tempi difficili.
- Tra questi benefici vi sono un migliore impatto ambientale, maggiore efficienza, riduzione degli sprechi, migliore gestione dei rischi, maggiore soddisfazione dei dipendenti e dei clienti, migliore reputazione e dialogo con gli stakeholder, vantaggi di mercato e competitivi.
Il sostegno che le PMI chiedono per favorire una transizione giusta e sostenibile
- Tra le priorità principali vi sono gli incentivi fiscali per i prodotti o i servizi sostenibili e fondi comunitari o nazionali sovvenzionati.
- Inoltre, le PMI apprezzano condizioni finanziarie favorevoli legate a obiettivi ESG e iniziative che stimolino la domanda di prodotti sostenibili.
- Vengono citati anche regolamenti chiari e riduzione della burocrazia, formazione e partnership con finanziatori focalizzati su strategie ESG, oltre a misure fiscali per scoraggiare le pratiche non sostenibili.
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Documento 15 MBDownloadLa seconda edizione del Libro Bianco “Fostering Sustainability in Small and Medium-sized Enterprises”, promosso da Generali e realizzato da SDA Bocconi – School of Management Sustainability Lab, esplora i progressi delle Pmi europee nello sviluppo di attività di business sostenibili, le sfide che devono affrontare e ciò che la politica e la finanza possono fare per sostenerle.
La ricerca pubblica i risultati di un’ampia indagine condotta tra i titolari di Pmi sul loro approccio alla sostenibilità. Analizza inoltre come i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza possono includere iniziative in grado di sostenere queste aziende e in che modo i prodotti finanziari si evolvono in modo da agevolarne gli sforzi per la sostenibilità.
Principali evidenze
Il sondaggio sulle Pmi
- C’è una crescente polarizzazione tra le aziende dotate di piani d’azione per la sostenibilità e quelle che non hanno adottato alcun piano
- Il 41% dei titolari di Pmi intervistati ha dichiarato di avere adottato una strategia per la sostenibilità o che intende farlo nel prossimo futuro
- Il 43 % afferma di non avere adottato alcun piano per rendere il proprio business più responsabile dal punto di vista ambientale e sociale, evidenziando un aumento rispetto al 20% di due anni fa
- La maggior parte degli intervistati ha affermato che dotarsi di una strategia di business ambientale e sociale migliora la soddisfazione del cliente e la reputazione, aumenta l’efficienza e la quota di mercato.
Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR)
- Gli Stati membri stanno superando l’obiettivo fissato per le iniziative orientate alla transizione verso un’economia più verde
- Le Pmi possono beneficiare indirettamente di iniziative infrastrutturali e settoriali
- Le Pmi possono beneficiare direttamente di iniziative volte a sostenere le singole aziende nella transizione sostenibile.
Accesso alla finanza sostenibile
- Il mondo della finanza sta sviluppando un numero senza precedenti di prodotti ESG
- Il numero di Pmi coinvolte è ancora limitato, anche se esistono esempi di buone pratiche
- I sistemi di garanzia del credito, i Basket Bond e i prodotti assicurativi hanno il potenziale per offrire opzioni di finanziamento alle Pmi.
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Documento 9 MBDownload Presentazione 238 KBDownloadIl Libro Bianco “Fostering Sustainability in Small and Medium-sized Enterprises”, promosso da Generali e realizzato da SDA Bocconi – School of Management Sustainability Lab, ha esaminato il rapporto tra sostenibilità e Pmi in otto Paesi europei (Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Spagna, Svizzera) nelle tre aree fondamentali di welfare, ambiente e senso della comunità.
Lo studio ha approfondito le principali linee di azione, i benefici e i fattori che favoriscono la realizzazione di iniziative sostenibili e le barriere che ostacolano le Pmi nell’adozione di un comportamento sostenibile.
In particolare, dal Libro Bianco emerge che:
- le Pmi sono il fondamento dell’economia europea. Rappresentano quasi il numero totale di imprese che operano nell’Unione europea e generano più della metà del valore aggiunto totale. Le Pmi sono anche attori chiave nelle catene del valore europee e mondiali. Per questo sono essenziali nella transizione sostenibile europea
- i progetti strutturati di sostenibilità permettono alle piccole e medie imprese l’accesso a filiere certificate e mercati globali e a fondi e risorse dedicate
- anche se molte Pmi europee hanno già messo in atto iniziative di sostenibilità, soprattutto nelle aree del welfare, dell’ambiente e dell’impegno per la comunità, il loro approccio alla sostenibilità è ancora informale e non strutturato, con buoni spazi e margini di crescita
- sensibilizzazione e sviluppo di competenze, finanza sostenibile, quadro normativo, strumenti volti a stimolare la domanda, rendicontazione su materialità e valutazione sono i cinque fattori fondamentali che promuovono la transizione sostenibile, concretamente espressa in specifici strumenti e iniziative
- è fondamentale sviluppare ulteriormente tali iniziative sulla base di questi cinque fattori fondamentali, creando un “ecosistema” in cui decisori politici, grandi aziende, il sistema finanziario e il mondo accademico e della ricerca possano creare partnership pubblico-private per sostenere le Pmi.
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